Il rosso: il significato di questo colore

Dal potere all'amore: il rosso è un colore che evoca emozioni forti e profonde da sempre

Pablo Picasso, uno dei più grandi pittori del secolo scorso e della storia dell’arte moderna diceva “quando non ho più blu, metto il rosso” ad indicare come nella tavolozza dei suoi colori primari ci fossero solamente il rosso e il blu, due tonalità solo in apparenza opposte. Vediamo qual è il significato del rosso, come può essere utilizzato dai consulenti d’immagine nella propria attività e alcuni esempi di utilizzi iconici di questa tonalità. 

Indice: 

  • Come è stato usato il rosso storicamente
  • Il significato del rosso
  • Uso iconico del rosso

Come è stato usato il rosso storicamente: dalla caverna di Lascaux al Postmoderno 

Le prime attestazioni del rosso, seppur in sfumature che tendono al terracotta, risalgono alla prima età della pietra: nel complesso archeologico della Caverna di Lascaux le pitture rupestri presentano il rosso per rappresentare l’animale più grande e ambito durante la battuta di caccia. 

 

Si deve poi ai fenici l’introduzione della tintura rossa nell’area mediterranea: i popoli del mare erano soliti utilizzare questa tintura da un mollusco, i murex ossia delle chiocciole di mare, che dopo numerosi passaggi rilasciavano la caratteristica colorazione purpurea. Anche in Oriente il rosso viene usato fin dall’antichità per esprimere il potere, sebbene la cultura cromatica di questa zona prenderà ben presto un’inclinazione differente. 

 

Tornando in Europa è impossibile non ricordare come, presso gli antichi romani, il rosso rappresentasse, in maniera inequivocabile, il potere. Basti pensare che venivano usati ben quattro termini per definire il rosso: 

  • Purpureus, ossia il rosso porpora che caratterizzava le toghe dei personaggi più illustri del Senato. 
  • Ruber: con questa parola si identifica il “rosso” vero e proprio, tanto che veniva spesso usato per identificare anche geograficamente il Mar Rosso. 
  • Miniatus: significa letteralmente “tinto di minio”, “del colore del minio”, ad indicare il colore rosso vivo degli apoteci (una tipologia di licheni che crescono nel mediterraneo). 
  • Latericius: identificava un colore rosso scuro, simile a quello dei laterizi usati nell’edilizia, che tuttavia a secondo del tipo di argilla ed altri componenti usati possono assumere tinte più o meno intense. 

 

Durante il Medioevo il rosso era il colore che veniva indossato come segno di potere ultraterreno, tanto che veniva indossato spesso dal Papa. Su questo punto bisogna sottolineare un’eterna oscillazione nella percezione clericale del rosso: da una parte sinonimo di martirio (poiché rimanda al sangue di Cristo) e dall’altra rimanda anche le fiamme dell’Inferno e del Demonio. Allo stesso tempo (e per motivi spesso analoghi) identificava anche protezione: basti pensare che era molto diffusa la prassi di utilizzare un filo rosso per difendersi dalle streghe e si indossavano delle collane di corallo rosso per allontanare le malattie. A volte lo si usava perché era il colore delle vesti della Vergine Maria.

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Nel Rinascimento il rosso diventa sinonimo di un elevato status sociale, regalità e contraddistingue gli uomini della giustizia. Infatti, veniva indossato dai giudici, dai magistrati reali, dal cancelliere del re; indicava posizioni di comando nel governo. Era simbolo di potere e prestigio. A mero titolo esemplificativo si ricorda il dittico dei duchi di Urbino, Federico da Montefeltro e Battista Sforza, un capolavoro del giovane Piero della Francesca. Il pittore rappresenta la solennità e la grandezza del mecenate non solo collocandolo su uno sfondo di un grande paesaggio ma anche vestendolo con il rosso per enfatizzare la sua grandezza e il suo potere.

 

Il rosso modifica il proprio significato nella storia moderna e in particolare è l’Astrattismo e la sperimentazione delle grandi Avanguardie del primo ‘900 a trasformare il rosso in un elemento di rappresentazione di concetti ancora più forti, dove il potere non è più dei potenti ma di un pensiero rivolto alle lotte del popolo, alla sofferenza data dalle guerre.

 

Il significato del rosso

Dopo questa breve rassegna storica è evidente che il significato del rosso oggi sia ambivalente, ma che comunque rimandi ad una dimensione di forti emozioni. È percepito oggi come il colore dell’amore e della passione, tanto che viene considerato – con un grande clichet – il colore degli innamorati. Ma è anche il colore del sangue, del dolore e della sofferenza. 

 

Dal punto di vista della comunicazione non verbale, quando indossato, il rosso veicola la leadership e per questo, in alcune occasioni, deve essere usato in maniera molto cauta quanto accurata. SI tratta di una tonalità che trasmette energia, in tutte le sue sfumature. 

 

Per quanto riguarda i consulenti d’immagine è importante tenere presente un elemento: il rosso è un colore molto versatile e, dal punto di vista armocromatico, in ciascuna palette personalizzata può essere inserita una tonalità differente. Attenzione: meglio chiedere un parere al proprio cliente, il rosso è infatti un colore che non viene sempre apprezzato. 

Uso iconico del rosso

Per comprendere come si possa usare il rosso nella creazione di look e nella predisposizione di un’immagine coerente ed efficace ecco qualche esempio illustre. 

 

Il rosso è, sulle donne soprattutto, considerato un colore sensuale e tanta cinematografia ha giocato su questo punto per creare personaggi indimenticabili: dalla cattivissima Jessica Rabbit, alla sensuale Marilyn Monroe a Pretty Woman e Blair di Gossip Girl.

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Allo stesso tempo il rosso viene identificato, soprattutto quando scelto per gli accessori, come elemento che sottolinea la leadership tanto nelle donne quanto negli uomini: basti citare da una parte la locandina di “Il Diavolo veste Prada” e dall’altra l’uso sistematico della cravatta rossa da parte dell’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

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In conclusione, si può affermare che il rosso, se usato nella giusta misura e associato a linee che valorizzano la figura, può essere uno strumento di comunicazione non verbale molto potente non solo per la valenza che il colore ha intrinsecamente, ma anche per le implicazioni storiche e cinematografiche ben radicate nell’immaginario collettivo. È compito del consulente d’immagine utilizzare questa tonalità nel modo più sapiente e fruttuoso possibile. 

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Ilaria Marocco

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Ilaria Marocco

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Membro AICI Italy Chapter

Dopo la laurea in “Scienze della Moda e del Costume” all’Università La Sapienza di Roma continua la sua formazione a Milano specializzandosi nella Consulenza d’immagine con i migliori formatori presenti in Italia. Parallelamente al percorso universitario, approfondisce gli studi sulla Comunicazione verbale, paraverbale, non verbale e PNL (Programmazione Neuro Linguistica) nella Public Communication University di Roma. Le due formazioni le hanno permesso di consolidare le conoscenze sul ruolo dell’abbigliamento inteso come elemento  persuasivo nella comunicazione non verbale. Esperta nella gestione dell’immagine pubblica, lavora e collabora con importanti realtà private e aziendali. Nella consulenza aziendale supporta le organizzazioni, che necessitano di creare un’immagine aziendale coordinata, solida e coerente capace di comunicare coerentemente il valore del proprio lavoro, progettando e ideando divise aziendali e/o educando i team al corretto Dress Code aziendale. Nella Consulenza ai privati affianca le donne nella ricerca di un abbigliamento intelligente  e valorizzante in grado di trasferire il messaggio voluto a se stesse al proprio interlocutore. Dal 2019 è membro di AICI Italy Chapter.

Tesoriere e segretario dell’associazione consulenti d’immagine AICI Italy Chapter da giugno 2019 a giugno 2021

Per ulteriori informazioni potete consultare il suo profilo LinkedIn oppure visitare il suo sito www.ilariamarocco.it

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